matte softairSOFTAIR... SE LO CONOSCI NON LO EVITI !
" Vi manderei davvero in guerra... ! " , quante volte ho sentito pronunciare questa frase, da persone che non sanno  veramente, cos'è e come viene praticato lo sport del Softair.
Daltronde come posso biasimarli, ricordo ancora, anni fa (parecchi), quando seppi che nei boschi vicino a dove stavo, c'erano gruppetti di persone che vestiti mimetici si sparavano addosso pallini di plastica e simulavano azioni tattiche, anch'io pensai... "ma questi pazzi, non hanno niente di meglio da fare?".
A volte però il genere umano, riesce a vincere i pregiudizi e l'ignoranza semplicemente grazie alla curiosità, che ti spinge a fare cose che magari non avresti mai pensato.
Grazie alla curiosità ed al non fermarmi alle apparenze, sono ormai parecchi anni che pratico questo fantastico sport.
Grazie al Softair ho conosciuto amici veri, ho vissuto a stretto contatto con la natura, rispettandola ed imparando a sfruttarla a favore del gioco, ammirando la bellezza del bosco ed ogni singolo cespuglio come mai avevo fatto.
Ho accresciuto lo spirito di collaborazione e l'aggregazione, coordinando i rapporti con le altre persone.
Ho imparato che la guerra, quella vera, quella cattiva, quella brutta, non fa per me. Dopo una notte passata al freddo durante una gara Softair di 24 ore o più, o dopo aver provato la solitudine di un appostamento difensivo, quando tutti i tuoi compagni sono stati eliminati, e devi affrontare da solo l'attacco nemico, dopo tutto questo, sono contento di sapere che la sera stessa o al massimo il giorno dopo, sarò sotto una doccia calda, raccontando le mie piccole avventure alla famiglia, con la consapevolezza che quello che mi ha fatto crescere caratterialmente, fisicamente e mentalmente, è e dovrà sempre rimanere un GIOCO






UN PO DI STORIA:
Il Softair nasce a cavallo tra la fine degli anni 80 e l'inizio dei 90. In quei tempi le persone che si ritrovano per simulare e giocare a battaglie nei boschi o centri urbani abbandonati, erano per lo più gruppetti di pochi individui che si aggregavano spontaneamente senza appartenere ad associazioni specifiche e molte delle volte senza autorizzazione da parte delle autorità.
Mano a mano che questa attività comincia a diffondersi, si costituiscono le prime associazioni legalmente riconosciute con atto costitutivo, e di conseguenza le federazioni anche a livello nazionale, che si propongono di unire i vari gruppi e cercare di promuovere lo sport del Softair. Il War Games Group Prato è uno dei primi che si affilia alla FISAR (Federazione Italiana Softair) e nel 1994 si aggiudica il primo posto nel campionato italiano.
Attualmente quasi tutti i gruppi sono legalmente costituiti con atto notarile e godono di copertura assicurativa grazie al tesseramento con comitati di promozione sportiva: CSI, CSEN, AICS, ecc tramite i quali è prevista direttamente l'affiliazione al CONI. Il Softair quindi a tuttoggi è pienamente riconosciuto come disciplina sportiva.


 

 


 

IL GIOCO E L'ATTREZZATURA:
Le "giocate" a Softair si svolgono quasi sempre su terreni boschivi o centri urbani abbandonati, e comunque in aree dove sia stata preventivamente chiesta l'autorizzazione alle forze dell'ordine. Questo per non creare falsi allarmi, per la natura del gioco infatti i partecipanti devono vestirsi di abiti simil militari per mimetizzarsi con l'ambiente e le repliche delle armi giocattolo utilizzate sono molto simili a quelle reali, queste condizioni potrebbero mettere in allarme eventuali passanti.
La classica partita o allenamento di Softair si svolge quasi sempre la domenica mattina, svariate sono le tipologie di gioco che possono essere svolte, si va dal classico bandiera contro bandiera fino ad obbiettivi più o meno articolati.
Periodicamente poi, vengono svolti tornei, organizzati sia da singoli gruppi che dalle federazioni stesse.

rami e favio softair

Come detto prima, l'abbigliamento svolge un ruolo molto importante nel gioco del Softair, a seconda della location dove si svolge il game, infatti, dobbiamo trovare il vestiario adatto affinche si sia il più possibile mimetizzati con l'ambiente che ci circonda. E' per questo quindi che molte volte la scelta ricade in capi  'abbilgiamento di natura militare o simili, poichè sono molto validi per il camuffamento e facilmente reperibili, anche a prezzi abbordabili, nei vari mercatini di ex militaria.
Esiste poi naturalmente l'esaperazione e la ricerca nel trovare la perfezione anche nel minimo dettaglio, ma questo è dovuto naturalmente alla passione del singolo per tutto quello che riguarda la tattica del gioco, e mai per fanatismo o per voler calcare un ruolo paramilitare. La vocazione del giocatore del Softair infatti è e deve rimanere legata al solo aspetto ludico/sportivo di questa attività, ma di questo parleremo piu avanti.
Oltre all'abbigliamento, molto importante è la scelta di quella che viene comunemente chiamata "replica", o arma giocattolo, o ASG (air soft gun), quell'"arnese" insomma che ci permette di affrontare e colpire l'avversario.
A tal riguardo è doveroso precisare che la giusta denominazione delle repliche è "arma giocattolo non atta a recare offesa alle persone", la legislazione italiana infatti pone un limite di potenza ( 1 joule) affinchè un giocattolo possa avere questa denominazione, e la prerogativa che lo stesso non possa in alcun modo essere trasformato in arma vera e propria.
Le repliche, esteticamente, sono quasi sempre una riproduzione delle armi vere (da qui la denominazione di "replica"), ed è per questo che la volata (la parte finale della canna) deve essere dipinta di rosso, e sparano pallini di plastica del diametro di circa 6 millimetri. Agli inizi del Softair i pallini venivano espulsi attraverso il caricamento a mano di una molla che spingeva un pistone, si poteva spararne quindi solo uno alla volta. Adesso la propulsione che fa muovere la molla ed il cilindro avviene tramite un motorino alimentato da batteria, il che permette di espellere i pallini anche a raffica. La gittata delle repliche, poi, è stata aumentata dal famoso sistema HOP-UP, che imprimendo un moto circolare al pallino ne aumenta la portata, che attualmente si attesta intorno ai 50-60 metri.
Molte volte le persone confondono il Softair con lo Splah contact, ma all'atto pratico queste discipline sono molto diverse tra loro. Lo Splash contact innanzitutto utilizza delle repliche che sparano palle di diamentro maggiore riempito di materiale macchiante, che in Italia sono anche fuori legge perchè sopra il Joule di potenza; inoltre lo Splash contact è molto meno "tattico", poichè genericamente i games avvengono in piccole arene attrezzate con pannelli. Anche l'abbigliamento è diverso poichè non è quasi mai necessario il mimetismo.
Nel softair un giocatore è considerato eliminato quando i pallini avversari impattano in un qualsiasi punto del corpo, sulla replica, o sugli accessori del vestiario (buffetteria, borraccia, ecc). Sta al giocatore colpito gridare "PRESO" ed allontanarsi dall'area degli ingaggi con la replica sopra la testa, in una posizione che non intralci il proseguo del gioco.
Da questo si evince l'aspetto fondamentale del Softair, l' ONESTA' nel dichiararsi, premesso che a tutti può dispiacere uscire dal gioco, è di fondamentale importanza dichiararsi, anche nel dubbio. Senza questa prerogativa il Softair cessa di esistere come aspetto ludico facendo prevalere le discussioni ed i litigi. Non si nasconde che spesso ci possono essere contestazioni, ma se tutti si dichiarano tutti si divertono, e comunque prima o poi facendo i furbi verremo etichettati come highlander (immortali) con la conseguenza dell'allontanamento dal gruppo.








 

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